GIANCARLO MANZOTTI

 

Ha iniziato a giocare a baseball a 14 anni nel 1960 con la formazione dei “Bassotti”, una delle piu’ brillanti comete veronesi, nata dalle parti dello Stadio e rivelatasi straordinaria fucina di talenti confluiti poi nel Verona Baseball.

Da lì, non ha più lasciato il baseball, diventandone la storia a Verona.

Oggi è ricordato come il più grande uomo di baseball a Verona.

E’ stato l’inesauribile motore di questo sport; colui che l’ha alimentato e non l’ha fatto mai morire, attraverso tutte le generazioni, da quella gloriosa dei pionieri Rimini e Negri a quella centrale dei Corradini e Ronconi, da quella dell’A1 di Cortese e Kinnunen all’A2 di oggi.

Grande come giocatore (miglior battitore e mazza d’argento nella serie B del 1972 ) e sempre ottimo terza base fino al 1980. Grande come promotore tecnico, ha forgiato generazioni di allenatori divulgando lo sport del batti e corri in tutta la provincia.

Da dirigente non è stato da meno, anzi, è stato capace di portare nel 1991 , il Verona, ad una indimenticabile finale scudetto contro il Parma.

Capace di portare in riva all’Adige i Mondiali e la Nazionale Cubana per le notti delle stelle che hanno fatto sognare gli spalti dello Stadio Gavagnin.

Capace soprattutto, di esserci anche nei momenti di difficoltà quando il baseball a Verona sembrava destinato a sparire.

Da gentiluomo e appassionato lottò contro la malattia rimanendo fino alla fine, sul diamante.