Intrvista a Filippo De Boni

Intrvista a Filippo De Boni

A circa trenta giorni dall’inizio del Campionato di Serie A federale, una notizia rilevante è la partenza del ricevitore Filippo De Boni per Pianoro.
Abbiamo fatto alcune domande al giocatore:

– Filippo, abbiamo saputo che quest’anno andrai il prestito alla neo-promossa Pianorese, raccontaci come è nata la cosa.
– Si quest’anno non indosserò la maglia del Verona. Tengo a precisare che la mia è stata una scelta fatta non tanto per incomprensioni o malumori con la società o compagni di squadra, anche se alcune situazioni nella stagione scorsa, non sono state da me condivise, ma chi mi conosce sa che non è questo che mi fa arrendere.

– Ma perchè proprio la Nuova Pianorese ?
– In verità ho scelto Pianoro perchè Pianoro ha scelto me e già da tempo avevamo dei contatti. Questa società mi ha trasmesso una grande fiducia ed un entusiasmo che mi ha subito contagiato.
Immagino che la scelta non sia stata facile nè per il Verona Baseball né per te.

– Il calendario ha deciso che giocherai la tua prima partita da ex proprio sul diamante del Gavagnin, quale sarà il tuo stato d’animo ?
– Che emozione! Sarà sicuramente un ricordo che mi porterò nel cuore per tutta la vita. A Verona, oltre ad affrontare giocatori di spessore, ritroverò molti amici e penso sia una delle tante cose belle dello sport.

– Il Baseball Team Verona è stata la tua prima squadra Seniores, raccontaci in breve come ci sei arrivato..
– Ho inziato con le giovanili nella Dynos, con qualche passaggio nelle selezioni Nazionali. Nel 2007 ho fatto la prima esperienza in serie C con il San Martino, in quel “Progetto Giovani” voluto dalle società S. Martino, Dynos e Verona, ma già iniziavo ad allenarmi con la prima squadra del Verona e se non ricordo male partecipai anche a qualche trasferta.
Nel 2008 sono passato con il Verona in serie B, 2009 serie A, 2010 e 2011 la franchigia Godo- Verona che mi ha permesso di fare anche l’esperienza nella IBL.

– Due infortuni al ginocchio e due operazioni importanti nel giro di tre anni. Come ne sei uscito?
– Con tanta forza di volontà e tanto lavoro di riabilitazione. Nel primo infortunio non mi ero reso conto della gravità del trauma anche in relazione al mio ruolo. Dopo una lunga riabilitazione sono ritornato in campo ma, a distanza di un anno
è arrivato il secondo infortunio sempre allo stesso ginocchio.
Dopo il trapianto anche i medici mi consigliarono di cambiare ruolo ma io ho voluto provarci e ora mi sto allenando regolarmente. Fortunatamente ho trovato un ambiente che mi ha aiutato molto, dallo staff medico del Centro Bernstein, ai compagni di squadra, ai miei famigliari che mi hanno sempre sostenuto.

– Se ti chiedessi i ricordi migliori della tua carriera fino ad ora?
– Se dovessi fare una classifica sicuramente al primo posto ci sarebbe la partita in IBL
Godo contro San Marino vinta con un mio walk-off. Al secondo posto le stagioni 2008 e 2009 con la promozione dalla serie B alla A e con il mio debutto in questa categoria con una grande squadra. Al terzo posto ma non meno importante, direi di aver fatto parte in questi anni di una squadra con un ambiente umano ed un gruppo che mi ha trasmesso importanti valori.

– Sappiamo che in questo periodo ti stai allenando con i tuoi ex compagni, come vedi il Verona Baseball quest’anno ?
– Si mi sto allenando con loro e per questo voglio ringraziare la Società per questa opportunità. I ragazzi stanno lavorando molto e bene sulla parte fisica e se questo lavoro durerà nel tempo sicuramente ne vedremo i frutti.

– Cosa pensi del girone nel quale è inserito il Verona e anche la Nuova Pianorese ?
– Sarà sicuramente un girone molto diverso da quello della scorsa stagione, le squadre si sono rinforzate sul monte, il livello sembra essere più alto e sarà sicuramente duro e altrettanto stimolante.

– Secondo il tuo punto di vista il Verona a cosa può ambire?
Il Verona possiede ottime capacità individuali e se riuscirà a costruire una mentalità vincente e di gruppo con un obbiettivo comune, sarà sicuramente una formazione protagonista del girone. Credo che l’obbiettivo del Verona da oggi a qualche anno dovrebbe essere quello di vincere lo scudetto.

– Cambiamo argomento e parliamo del lavoro che le società di Verona stanno facendo, se ti dico FarmSystem, cosa ne pensi ?
– Credo sia la strada giusta per raggiungere un obbiettivo. Unire le forze e creare un progetto comune credo sia la cosa migliore in questo momento cercando di ragionare su un periodo di 5 o 6 anni per avere dei risultati. Nel primo anno ha già espresso un buon gruppo di giovani talentuosi come Davide Meliori, Fabio Burato, Cesare Piccoli e altri. Mi piacerebbe vedere questi giovani confrontarsi con una categoria superiore.

– Andres Garcia Cuesta, Gianfranco Vinco, John Cortese. Chi sceglieresti?
– Si possono avere tutti e tre? (Sorride)
Sono tutti e tre grandi professionisti, in grado di trasmettere molto. Se ci penso, forse gli ho avuti rispettivamente negli anni più giusti per la mia crescita. Andres mi ha cresciuto da piccolo insegnandomi la tecnica, Gianfranco mi ha trasmesso molta fiducia e attitudine a guidare la squadra, Cortese mi sta aiutando molto sotto l’aspetto mentale e ad interpretare il gioco.

– Per concludere, cosa rappresenta il Baseball per te? Pensi che ti stia aiutando anche nella vita lavorativa?
Ossigeno. Ossigeno puro.
Lo sport, sopratutto quello di squadra, ti costringe a creare un teamwork, senza il quale non sarebbe possibile raggiungere grandi obbiettivi e superare i nostri limiti.
Personalmente, sto applicando questa filosofia al lavoro e per ora direi che funziona.

Ti ringraziamo per averci concesso questa intervista! Che dire, ci vedremo il 2 Aprile allora…
…Direi di si! Grazie a Voi e in bocca al lupo per il campionato!

C.D.Filippo-DE-BONI-Verona-serie-A-(Lauro-Bassani)